domenica, settembre 10, 2006

Parrozzini


Una collega mi ha portato da Pescara una confezione di "parrozzini".

Non li avevo mai provati prima e li ho trovati abbastanza particolari.
Se si immagina qualche cosa di dolce, cremoso e soffice si sbaglia di grosso.
A mio parere sono asciutti, sabbiosi non troppo dolci e con il cioccolato di copertura il tutto viene amalgamato abbastanza bene.

E' un prodotto tipico e, a seconda del formato, troviamo il Parrozzo e il Parrozzino (un po' piu' piccolo, come un cioccolatino).
Sono comunque marchi registrati sin dal 1926 e la loro produzione avviene esclusivamente nello stabilimento di Pescara.
Si tratta di un dolce a pasta battuta a base di farina di mandorle ed armelline grezze cotto al forno nei caratteristici stampi a cupola e ricoperto di cioccolato fondente.


I contadini abruzzesi preparavano, per autoconsumo, da tempo immemorabile un pane con la farina di granturco, semisferico e cotto nel forno a legna, che
chiamavano Pane Rozzo.


Agli inizi del secolo scorso Luigi D'Amico ebbe l'idea di farne una trasposizione dolciaria, riproducendo il giallo del granturco con quello delle uova, mantenendo inalterata la forma semisferica e adoperando una copertura di finissimo cioccolato fondente, e quindi di colore nero, per riprodurre lo scuro delle bruciacchiature superficiali caratteristiche della cottura nel forno a legna e, su precisa indicazione di Gabriele D'Annunzio, lo chiamò Parrozzo.

( Fonte: Atlante dei prodotti tradizionali d'Abruzzo - ARSSA Regione Abruzzo, 2004 )

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